Aferpi, Luca Sani sollecita il Governo ad aprire una nuova fase

MAREMMA GROSSETANA – Per il deputato del Partito Democratico è dunque positivo che si sia definitivamente chiusa l’annosa vicenda legata alla Cevital.

Preso atto dell’impercorribilità della strada algerina, adesso è d’obbligo rimettersi subito al lavoro per trovare nuovi interlocutori, con l’indiana Jindal che appare immediatamente l’indiziata privilegiata pervia del know how specifico sull’acciaio. «Paradossalmente la decisione del ministro Calenda di tagliare i ponti con la Cevital di Issad Rebrab è una buona notizia – così Luca Sani, presidente della XIII commissione agricoltura della Cameral’agonia non poteva essere più protratta oltre, e ora il Governo sarà in grado di avviare le procedure formali di rescissione del contratto, ma soprattutto avrà le mani libere per impegnarsi con nuovi interlocutori per favorire la ripresa produttiva dell’ex acciaieria Lucchini di Piombino. Vicenda nella quale Governo e Regione Toscana hanno fatto tutto quanto era nelle loro oggettive possibilità, ma che non è purtroppo stato decisivo a causa dell’inaffidabilità dimostrata dal gruppo guidato da Rebrab».
In questo momento un’ipotesi percorribile, per il presidente della XIII commissione agricoltura, potrebbe essere quella di avviare una trattativa con la multinazionale indiana Jindal, dotata del pregio non secondario di essere uno delle protagoniste nella produzione di acciaio sui mercati mondiali.

«Tutelare i lavoratori e salvaguardare il potenziale produttivo dell’impianto piombinese risponde a un interesse strategico nazionale e della Toscana – ricorda infine Luca Sani il fatto che veniamo da una congiuntura economica drammatica, che ha influito sul mercato mondiale dell’acciaio, non può essere sminuito. Ma oggi siamo in una fase di consolidamento della ripresa economica globale, e bisogna a tutti i costi fare in modo di agganciarla per restituire una prospettiva a Piombino».



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