Comunità di Sant’Egidio, funzione religiosa in ricordo dei senzatetto

CIVITAVECCHIA – Presso la parrocchia dei Santi Martiri Giapponesi si è svolta una messa dedicata alla memoria di Marek e Modesta e di tutti i senzatetto che sono morti in questi anni nelle città di Civitavecchia, Tarquinia, Santa Marinella e Ladispoli.

La messa, organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio è stata celebrata dal vescovo Luigi Marrucci. Erano presenti in chiesa un piccolo popolo di persone povere senza dimora insieme a tanti volontari di Sant’Egidio di tutte le età. In rappresentanza del comune di Civitavecchia, con la fascia tricolore, anche l’assessore Enzo D’Antò. All’inizio della funzione Massimo Magnano ha spiegato l’origine di questa Liturgia, che ogni anno si ripete ed è sempre più partecipata: «Il 28 Dicembre 2011 Marek, un nostro concittadino polacco senza dimora, fu trovato privo di vita alle 6 di mattina dagli agenti della polizia municipale mentre era seduto su una panchina in piazza Guglielmotti, proprio di fronte al Palazzo del Comune. L’inseparabile cagnolino abbaiava per attirare l’attenzione dei pochi passanti a quell’ora. La causa principale della morte fu sicuramente il freddo, in quei giorni di Dicembre particolarmente rigidi. Da allora la Comunità di Sant’Egidio ha voluto ricordare Marek e tutti coloro che dopo di lui sarebbero morti in condizioni di estrema povertà, senza una casa o un riparo. Nello stesso tempo Sant’Egidio iniziò a lavorare con più intensità per costruire, insieme ad altri soggetti, una città più umana e solidale dove nessuno muoia più per il freddo e la solitudine».
Da qui nacque l’idea, per esempio, di sviluppare una rete di convivenze protette per i poveri particolarmente fragili che Sant’Egidio iniziò a realizzare fin dal 2012. O il progetto emergenza freddo, in collaborazione con il comune di Civitavecchia ed altre associazioni come la Croce Rossa. Il lavoro di Sant’Egidio a sostegno dei senza fissa dimora ha però origine ben più antiche, in una comunità che inizia ad avere una storia significativa e quest’anno compie il cinquantesimo anniversario: il servizio per portare i pasti caldi e le coperte ai senza tetto iniziò per le strade di Roma alla fine degli anni 70. Nella storia della Comunità fu particolarmente significativa l’incontro con la storia di Modesta Valenti, una donna senza dimora di 70 anni che morì il 31 gennaio 1983 a causa di un malore che la colse mentre stava nel suo luogo abituale, un punto di Piazza dei Cinquecento presso la stazione Termini. Un passante chiamò l’ambulanza ma gli operatori sanitari non la trasportarono in ospedale perché “era sporca e mandava cattivo odore“. L’anno successivo Sant’Egidio iniziò a ricordarla insieme a tanti. Piano piano nella memoria dei poveri di Roma, Modesta è diventata un punto di riferimento, una madre per tanti. A sua memoria ci sta anche una scultura presso il binario 1 della stazione Termini o nella mensa per i poveri di via Dandolo a Roma.

La liturgia per Marek e Modesta, particolarmente toccante anche per la processione delle candele alla lettura dei nomi dei senza dimora morti in questi ultimi anni, si è conclusa con un pranzo offerto ai senzatetto dalla Comunità e dalla parrocchia dei Santi Martiri per la “gioia dello stare insieme, anche tra tanti volontari giovani ed adulti” nello sforzo di costruire una città più umana e solidale dove nessuno muoia più per il freddo e la solitudine.



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