Uno spettacolo per il papa per raccontare la storia di Nomadelfia

GROSSETO – Tutto come da previsione. Con l’elicottero atterrato alle otto nel campo sportivo di Nomadelfia, ad accogliere papa Francesco il vescovo Rodolfo Cetoloni e don Ferdinando, successore di don Zeno Saltini insieme a Francesco Matterazzo, presidente di Nomadelfia.

Atteso di buon mattino con trepidazione, concentrato, attento, immagine di una chiesa premurosa e sollecita. Sobrio nelle parole, ma diretto ed efficace. Papa Francesco si è dimostrato fedele al suo impegno di sostenere ed incoraggiare chi spende la sua vita per gli altri.
Per Nomadelfia il dono più grande è arrivato oggi, sull’elicottero atterrato nel campo sportivo e ripartito nel giro di un’ora e mezza.
Come dono al papa, i giovani hanno offerto un momento di spettacolo per raccontare la storia e gli aspetti centrali della vita di Nomadelfia, dalle origini, con l’accoglienza dei minori senza famiglia, passando per l’arrivo delle prime ragazze che scelsero di farsi mamme di questi figli, all’apertura alle prime coppie di sposi, disponibili anch’essi all’accoglienza di figli in affido, fino ad oggi. Al termine i ragazzi della scuola familiare hanno poi donato al papa un libro realizzato da loro ed una pietra come simbolo del suo ruolo nel mondo: “Tu sei Pietro e su questa Chiesa edificherò la mia chiesa“.
«Il vostro fondatore si è dedicato con ardore apostolico a preparare il terreno alla semente del Vangelo – ha detto il pontefice riguardo a Nomadelfia, definendola una realtà profetica – affinché potesse portare frutti di vita nuova».
Ha parlato di “segni visibili” e “segni profetici” di un’altra vita, un altro mondo possibile, che Nomadelfia e tanti cristiani nel mondo vogliono vivere fin da ora. «Vi esorto a continuare questo stile i vita – ha aggiunto il papa – confidando nella forza del Vangelo e dello Spirito Santo, mediante la vostra limpida testimonianza cristiana».
Il pontefice ha voluto sottolineare la familiarità intrinseca alla comunità nomadelfa, il sostegno reciproco che si vivono a Nomadelfia, segni di un modello incarnatosi nella concretezza di un linguaggio nuovo. «Di fronte alle sofferenze di bambini orfani o segnati dal disagio, Don Zeno comprese che l’unico linguaggio che essi comprendevano era quello dell’amore. Pertanto, seppe individuare una peculiare forma di società dove non c’è spazio per l’isolamento o la solitudine, ma vige il principio della collaborazione tra diverse famiglie, dove i membri si riconoscono fratelli nella fede».

Proprio questo linguaggio dell’amore in grado di abbattere i muri del nostro ego, per papa Francesco è in grado di legare gli esseri umani in uno “speciale vincolo di consanguineità e di familiarità“, una “consanguineità con Gesù“.



Un modo nuovo di comunicare con i turisti, i cittadini, le imprese e gli enti locali, rendendoli partecipi della vita sociale, politica e amministrativa, informandoli sulle attività e sui servizi offerti dalla Maremma e dagli importanti borghi quali Capalbio, Cecina, Civitavecchia, Follonica, Gavorrano, Grosseto, Massa Marittima, Orbetello, Piombino, Santa Marinella, Siena, Tarquinia.



Utilizzando questo sito si accetta l'utilizzo dei cookie da parte de "Il Maremma" (maggiori informazioni)

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi