In Maremma gli enti pubblici pagano in media entro due mesi

GROSSETO – La provincia, secondo Confartigianato, si colloca al quarantaduesimo posto in Italia per tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni.

Il ritardo nell’incassare quanto dovuto è una delle difficoltà più grandi a cui devono far fronte le imprese, già duramente colpite dalla crisi, che devono fare i con tempi di pagamento “quasi biblici” delle amministrazioni pubbliche committenti di opere o servizi. Una risposta sulla situazione in provincia di Grosseto arriva dal report “Tempi di pagamento della P.a.: un’analisi per territorio” elaborato dall’ufficio studi di Confartigianato. Ed i numeri non evidenziano una situazione con luci ed ombre. Nel grossetano i comuni fanno registrare tempi di pagamento pari a 72 giorni (dato che vale il 28° posto nel ranking nazionale), mentre gli altri enti 37 giorni (64° posto). In media, in Maremma, tempi di pagamento pari a 64 giorni da parte delle pubbliche amministrazioni che fanno segnare un 42° posto in Italia per il grossetano. Nella prima metà della classifica, dunque. Nel dettaglio, su un totale di 25 comuni presi in esame nella nostra provincia, soltanto in tre risultano quali pagatori entro 30 giorni: In 13 saldano invece le fatture in un periodo di tempo compreso tra 31 e 60 giorni, altri 6 pagano in un periodo di tempo compreso tra 61 e 90 giorni e 3 fra 91 e 180 giorni. Nessun comune, per fortuna delle imprese, è solito regolarizzare i propri pagamenti a 181 giorni od oltre. Da segnalare come la norma per le pubbliche amministrazioni sia comunque pagare i fornitori oltre i 30 giorni: così funziona per l’88% degli enti, con il grossetano ai piani bassi della classifica, 93° posto in Italia, dei comuni che pagano entro 30 giorni, ovverosia appena il 12%.
«Da sempre – dice Mauro Ciani, segretario generale di Confartigianato Imprese Grossetoil tema dei tempi di pagamento è tra i più sentiti dagli imprenditori, soprattutto dai titolari di micro, piccole e medie attività. Dopo aver superato mille ostacoli per aggiudicarsi la fornitura di un’opera o di un servizio, infatti, è intollerabile dover aspettare mesi per riscuotere quanto dovuto. E quando si tratta magari di piccole attività, il cui bilancio si regge mese per mese sulla riscossione delle fatture, è intollerabile che a decretare la morte delle imprese possa essere un ente pubblico che dovrebbe essere sinonimo di certezza e garanzia. In Maremma, a quanto pare, la situazione non pare essere così disastrosa. Ma non dobbiamo abbassare la guardia: chi governa gli enti deve sempre tener presente la responsabilità nei confronti di chi gestisce un’impresa e offre posti di lavoro».

Da ricordare infine come il volume d’affari sia tutt’altro che trascurabile. Solo i comuni, nel 2016, hanno infatti pagato importi per un totale di 109 milioni e 912mila euro. Tra questi, 25,2 milioni fino a 30 giorni, 21,1 milioni fra 31 e 60 giorni, 23,5 milioni fra 61 e 90 giorni, 40 milioni fra 91 e 180 giorni. La stragrande maggioranza dunque, pari ad un importo di 84,6 milioni di euro, oltre 30 giorni.



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