Festa nella comunità di Nomadelfia, a maggio visita del papa

MAREMMA GROSSETANA – La notizia diffusa attraverso un bollettino stampa ufficiale della santa sede, prevede il decollo alle 7,30 dall’eliporto del Vaticano e l’arrivo in elicottero del pontefice nella mattinata di giovedì 10 maggio.

Grande la soddisfazione ed emozione, ovviamente, per tutta la diocesi grossetana. «Ricevere la notizia che il 10 maggio papa Francesco sarà a Nomadelfia – sono le parole con cui il vescovo Rodolfo Cetoloni commenta a caldo l’annuncio dalla Terra Santa dove si trova per registrare i commenti ai vangeli – nella nostra terra di Maremma, è una grande gioia e una sorpresa inattesa e profonda».
A confermare la notizia anche la stessa comunità di don Zeno Saltini attraverso un comunicato dalla più che comprensibile enfasi: «Tutti noi Nomadelfi, dal più anziano al più giovane, siamo pieni di gratitudine per la visita del papa Lo avevamo invitato durante l’udienza nella sala Clementina, al compiersi dei suoi 80 anni, il 17 dicembre 2016. E il papa verrà a trovarci per portarci nuovamente l’abbraccio della Chiesa. Sono passati 29 anni dalla storica visita (21 maggio 1989) del suo predecessore, san Giovanni Paolo II. Il ricordo di quel giorno è ancora indelebile. Il papa polacco ebbe modo conoscere le origini di Nomadelfia. Oggi le figure fondatrici di Nomadelfia sono partite per la vita eterna: don Zeno nel 1981 e due anni fa, il 15 maggio – giorno di Pentecoste, anche Irene, la prima mamma di vocazione. Nomadelfia continua il suo cammino ricordando quest’anno alcune tappe della sua storia: – Il 14 febbraio 1948 (70 anni fa): la nascita di Nomadelfia come città nell’ex campo di concentramento di Fossoli. L’amore cristiano trasformava un campo di morte in un luogo di vita e di speranza. L’obiettivo era la creazione di una società alternativa, ripartendo dall’esempio delle prime comunità cristiane. – Il 6 novembre 1968 (50 anni fa) don Zeno dava inizio all’esperienza della scuola familiare: un’esperienza educativa alternativa in sintonia con la vita della popolazione, che evitasse la competizione tra i figli e trasmettesse una visione generosa dello studio. Nomadelfia ha sempre vissuto in profonda sintonia con la Chiesa. Don Zeno, in questo suo appassionato amore alla Chiesa, era arrivato ad affermare: “La Chiesa mi scorre nel sangue”. Facciamo memoria non per abbellirci con un glorioso passato, ma per illuminare un presente in cui desideriamo continuare a percorrere la strada che don Zeno ha tracciato per ricordare agli uomini la bellezza di essere tutti fratelli, in quanto figli di Dio».

Papa Francesco nella mattinata del 10 maggio arriverà in elicottero al campo sportivo della comunità. Sosta al cimitero, alla tomba di don Zeno e poi a seguire visita ad un gruppo familiare, cellula base di Nomadelfia. Incontro con la popolazione e gli amici nella sala don Zeno, la nuova struttura multifunzionale a disposizione della comunità religiosa.



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