Capoluogo capitale, da distretto rurale a distretto del cibo

FOLLONICA – Primo appuntamento della campagna elettorale di Leonardo Marras, candidato alla Camera dei Deputati nel collegio 14.

Partenza dalla città del Golfo, dai Mollica’s, un luogo simbolo per parlare di cibo, di distretto agroalimentare e del progetto nazionale di distretto del cibo come esempio di idea moderna di impresa in grado di offrire interessanti spunti di riflessione sulle nuove forme di lavoro e sulle capacità dei Governi di dare risposte adeguate a questa rapida evoluzione. «I Mollica’s sono un esempio – afferma Leonardo Marras in questa brevissima campagna elettorale è necessario raccontare la nostra idea di futuro attraverso delle esemplificazioni. Per questo sono partito in mezzo ai capannoni artigianali di Follonica, dove due giovani sostano con il loro apecar attrezzato e offrono del buon cibo a chi lavora nella zona. I Mollica’s realizzano un’idea d’impresa nuova offrendo un percorso nella gastronomia tipica toscana. Prendo spunto da loro per affrontare un tema centrale del nostro Paese: il lavoro, le opportunità e le nuove forme di occupazione. A Follonica i Mollica’s sono a due passi da un polo industriale, ai bordi di una città che è nata dai redditi di quella che si chiamava classe operaia, figlia dei minatori e dei chimici, vicinissimi a Piombino, dove ancora oggi si cerca di far ripartire la siderurgia. E’ questa coincidenza che è importante leggere: oggi si devono dare risposte ai vecchi e ai nuovi lavori. Le partite IVA, ad esempio, non possono essere invisibili, sono un bacino di competenze e di idee, di capacità e coraggio. Il Governo, nella legge di bilancio, ha iniziato a offrire risposte ma ne servono altre e più evolute. Il mondo del lavoro nuovo vuole un sistema capace di trovare soluzioni ai problemi in maniera dinamica e alla velocità imposta da un mercato che si rinnova continuamente. L’area di Follonica, Piombino e le Colline Metallifere in generale, sono anch’esse un esempio. Pensare di concentrare le prospettive esclusivamente sul turismo e sul relativo indotto è un’astrazione e un errore. Il futuro ha bisogno di tenere insieme molte opportunità in cui gli equilibri sociali siano basati su diverse forme di lavoro perché l’incontro tra la diversità dei lavori garantisce una ricchezza più stabile e uno scambio vitale tra competenze. Nostro compito e impegno è difendere il cuore produttivo e liberare le idee dei giovani rendendo semplici le opportunità di impresa in tutti i settori, dal primario al terziario».

Il distretto nasce qui, in Maremma. Nel 1996 Alessandro Pacciani, allora assessore all’agricoltura della Provincia di Grosseto, propose un progetto di distretto rurale della Maremma durante un convegno intitolato La terra promessa. Da allora molto tempo è trascorso, ma l’impulso del ’96 ha fatto sviluppare nove DOC e DOCG nel settore vitivinicolo, una IGP nell’olio, e produzioni di elevatissima qualità in tutto il territorio. Il Distretto agroalimentare della Toscana del sud, da noi seguito e sostenuto, ha forti radici in quell’idea. E’ un progetto fatto d’imprenditori agricoli qualificati e di prodotti eccellenti.



Un modo nuovo di comunicare con i turisti, i cittadini, le imprese e gli enti locali, rendendoli partecipi della vita sociale, politica e amministrativa, informandoli sulle attività e sui servizi offerti dalla Maremma e dagli importanti borghi quali Capalbio, Cecina, Civitavecchia, Follonica, Gavorrano, Grosseto, Massa Marittima, Orbetello, Piombino, Santa Marinella, Siena, Tarquinia.



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