Assistenza integrativa, dopo Grosseto avvio anche nel senese

MAREMMA GROSSETANA – Si allarga la sperimentazione già condotta in Maremma, con l’estensione dell’accordo non solo alle farmacie pubbliche ma anche a quelle private.

E’ infatti previsto a breve l’approdo nel senese del modello di assistenza integrativa farmaceutica adottato a Grosseto attraverso una convenzione stipulata tra Asl Toscana Sud Est, Federfarma e Cispel, ovvero l’associazione regionale delle imprese di servizio pubblico che operano in Toscana. Secondo questo sistema le farmacie pubbliche e private possono distribuire, per conto della Asl, prodotti quali integratori alimentari, alimenti dietetici, dispositivi ed ausili. Tuttavia, mentre a Siena è in programma l’adesione di tutte le farmacie, sia pubbliche che private, a Grosseto per ora la parte relativa ai privati è momentaneamente rimasta fuori.
L’accordo, nel dettaglio, prevede che le farmacie possano distribuire dispositivi e ausili per le ulcere da decubito, per il cateterismo vescicale, per le persone che non possono alimentarsi normalmente; prodotti alimentari, dispositivi e ausili per chi soffre di malattie metaboliche, latte per l’infanzia in caso di impossibilità di allattamento al seno, integratori per le malattie rare. L’azienda sanitaria, inoltre, è impegnata a mettere a punto anche un sistema per consentire il rinnovo delle autorizzazioni per l’assistenza integrativa, direttamente nelle farmacie che hanno aderito. Gli assistiti non dovranno fare altro che presentarsi con la richiesta del medico curante in farmacia, dove un addetto invierà la richiesta stessa, per via telematica, all’ufficio Asl competente, che rinnoverà l’autorizzazione on line.

«Avere la possibilità di prendere i prodotti previsti dall’assistenza integrativa nella farmacia più vicina a casa – ha commentato il presidente della Conferenza dei Sindaci, Giacomo Termineè una grande passo avanti nella qualità dei servizi per pazienti più fragili e che abitano in aree decentrate. Sarebbe, quindi, importantissimo che le farmacie private aderissero all’accordo e avviassero, anche in questo campo, la collaborazione con la Asl, già sperimentata con successo in altri settori, ad esempio i servizi Cup. Il mio auspicio è che si possa rapidamente arrivare anche a Grosseto, che peraltro ha fatto da apripista, all’estensione dell’accordo già in essere con le farmacie pubbliche. Ritengo che un ruolo importante in questo percorso debbano giocarlo i Comuni, sensibilizzando le farmacie private dei propri territori a procedere all’accordo. Invito pertanto i colleghi sindaci della provincia di Grosseto ad avviare un confronto e un’azione comune nell’interesse dei cittadini, del loro benessere, nonché per la qualità dei servizi sanitari».



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